sergio by sonia firma sergio.beccaria
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RIFLESSIONI SULL'ARTE
1. Esiste qualcosa chiamata arte?
2. E' possibile parlare d'arte?
3. E' necessario parlare d'arte?
4. Com'è nato lo star system?
 
AVVICINARSI A UN'ARTE OSTICA

Incontri sull'arte contemporanea

1. Dalla materia alla luce
2. Il gesto e oltre
3. Il figurativo nell'arte contemporanea
 
  Carlo Mattioli Paesaggio 1980
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IL FIGURATIVO NELL'ARTE CONTEMPORANEA

STILIZZAZIONE / DEFORMAZIONE / REALISMO MAGICO / IPERREALISMO
- la stilizzazione fra fumetto, graffito e ricamo
- la transavanguardia italiana
- le tentazioni figurative dei pittori informali
- la deformazione espressionista
- in equilibrio fra figurativo e informale
- il realismo magico e l'iperrealismo
- un nuovo manierismo
L’IRRUZIONE DELLA FOTOGRAFIA E DELLA VIDEOARTE
- la pittura sfida la fotografia: l'iperrealismo
- la fotografia sfida la pittura
- l'arte gioca con la pubblicità
- fotografia come documentazione: land art e body art
- oltre la mera documentazione

- intervenire sulla fotografia
- oltre la fotografia: la videoarte

   
STILIZZAZIONE / DEFORMAZIONE / REALISMO MAGICO / IPERREALISMO

 

LA STILIZZAZIONE FRA FUMETTO,
GRAFFITO E RICAMO
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Roy Lichtenstein il fumetto popolare elevato ad arte.
Takashi Murakami l’influenza dei manga e dei cartoni animati giapponesi.
Keith Haring il linguaggio universale dei graffiti.
Alexander Calder “mobile”: strutture metalliche filiformi  e fluttuanti, appese al soffitto, simili a rami dai cui pendono gocce sottili e colorate, libere di muoversi come foglie spinte dal vento.
Tony Cragg silouhette realizzate assemblando piccoli frammenti di plastica trovati per caso.
Yves Klein "antropometrie": modelle dipinte che lasciano la loro impronta sulla carta.
Ghada Amer disegni ricamati su tela di figure femminili in atteggiamenti erotici.
Tom Wesselman pittura e collage per un erotismo coloratissimo da cartellone pubblicitario.
Narcissus Quagliata il maestro della vetrata pop.
   
LA TRANSAVANGUARDIA ITALIANA ritorna all'inizio |^|
Francesco Clemente l’unione degli opposti: Oriente/Occidente, erotismo/spiritualità.
Mimmo Paladino un universo di segni semplificati, che rimanda a simbologie misteriose.
   
LE TENTAZIONI FIGURATIVE
DEI PITTORI INFORMALI
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Jean Fautrier i volti degli ostaggi, amorfi e senza vita.
Jean Dubuffet art-brut: un’arte grottesca e sgraziata ispirata ai disegni dei malati di mente. 
Wilhem De Kooning donne dal corpo mostruoso dipinte con pennellate violente e colori stridenti.
   
LA DEFORMAZIONE ESPRESSIONISTA ritorna all'inizio |^|
Julian Schnabel corpi e volti dipinti si mischiano a cocci di piatti frantumati.
Arnulf Rainer il segno grafico violenta la fotografia: autoritratti in pose grottesche sfregiati da pennellate e scarabocchi rabbiosi.
Francis Bacon la pittura come un urlo, la brutalità del quotidiano, l’orrore per la carne.
Georg Baselitz la figura capovolta ci costringe a cambiare punto di vista.
Lucian Freud

uno sguardo impietoso sullo squallore del corpo, così realistico da sembrare grottesco.

   
IN EQUILIBRIO FRA FIGURATIVO E
INFORMALE
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Carlo Mattioli

alberi solitari dalle folte chiome, un delicato equilibrio fra figurativo e informale.

   
IL REALISMO MAGICO E L’IPERREALISMO ritorna all'inizio |^|
Xavier Bueno

il grigio della povertà in donne e bambini delle favelas, fra metafisica e impegno sociale.

Giuseppe Ferroni realismo magico: la vita silenziosa degli oggetti.
Domenico Gnoli dettagli ingigantiti di oggetti quotidiani: fra pop-art e metafisica.
George Segal un mondo iperrealista popolato di figure di gesso, bianche e pietrificate.
Duane Hanson più reale del reale: l’americano medio in scala 1:1.
Richard Estes la pittura sfida la fotografia: più del soggetto conta la tecnica.
Gerard Richter la pittura sfida la fotografia: riprodurre con la pittura la tecnica del mosso.
Chuck Close ritratti giganteschi composti da un reticolo di quadratini colorati, un mosaico pop.
Ron Mueck

un mondo di giganti spaventati.

   
UN NUOVO MANIERISMO ritorna all'inizio |^|
John Currin figure grottesche fra manierismo cinquecentesco e vecchie immagini da rotocalco.
Kurt Wenner

trompe-l’oeil sul marciapiede: il tripudio del barocco romano riproposto con lo stile dei madonnari.

Tony Cragg “anamorfosi”: agglomerati di profili umani che possono essere scoperti solo girando intorno alle sculture, fino a trovare il giusto punto di osservazione.
   
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L’IRRUZIONE DELLA FOTOGRAFIA E DELLA VIDEOARTE

 

LA PITTURA SFIDA LA FOTOGRAFIA:
L’IPERREALISMO
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Richard Estes scorci di paesaggi urbani più o meno insignificanti: non conta il soggetto, ma la tecnica pittorica.
Gerard Richter

riprodurre con la pittura la tecnica del mosso e la sfocatura tipiche della fotografia.

   
LA FOTOGRAFIA SFIDA LA PITTURA ritorna all'inizio |^|
David Hockney ritratti cubisti realizzati con collage di polaroid.
   
L'ARTE GIOCA CON LA PUBBLICITA' ritorna all'inizio |^|
Andy Warhol Coca cola e zuppa Campbell così come appaiono nei supermercati: marchi elevati a icone della società dei consumi.
Mimmo Rotella décollage: manifesti pubblicitari strappati e riassemblati su tela: la “pelle dei muri” diventa arte.
Jeff Koons la ricerca del piacere e l’esaltazione di un mondo di bellezza patinata come la pubblicità delle riviste.
Barbara Kruger

usare lo stesso linguaggio della pubblicità per smascherare i meccanismi che la regolano.

   
FOTOGRAFIA COME DOCUMENTAZIONE:
LAND ART E BODY ART
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Robert Smithson, Walter De Maria l’artista modifica il paesaggio (naturale o urbano) e la fotografia lo documenta.
Günter Brus, Gina Pane

l’artista usa il proprio corpo in azioni sceniche scioccanti, al limite del masochismo, e la fotografia lo documenta.

   
OLTRE LA MERA DOCUMENTAZIONE ritorna all'inizio |^|
Luigi Ontani l’artista si traveste da opera d’arte, fra narcisismo e ironia.
Cindy Sherman travestimento come indagine della propria identità, della propria ambiguità.
Vanessa Beecroft

performance di modelle nude, immobili come sculture viventi, all’interno di un set quasi cinematografico.

   
INTERVENIRE SULLA FOTOGRAFIA ritorna all'inizio |^|
Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer

tele emulsionate che combinano fotografia, pittura e oggetti reali.

Andy Warhol serigrafie di personaggi famosi, ricolorati: anche le immagini sono oggetti di consumo.
Gilbert & George mitizzare sé stessi in gigantografie simili a cartelloni pubblicitari o a vetrate pop.
Chuck Close la pittura si sovrappone alla fotografia ricoprendola di un mosaico di tessere colorate.
Francesco Vezzoli

fotografia e ricamo: malinconia e glamour.

Arnulf Rainer fotografia e gesto: il segno grafico violenta la fotografia.
Shirin Neshat fotografia e calligrafia:  uno sguardo femminile sulle contraddizioni dell’Islam.
   
OLTRE LA FOTOGRAFIA: LA VIDEOARTE ritorna all'inizio |^|
Nam June Paik negli anni Sessanta disorientava gli spettatori con flussi di immagini caotiche provenienti da cataste di televisori variamente assemblati. Descrive il nuovo paesaggio tecnologico e il costante bombardamento visivo tipico dei mass media. Realizza suggestive videoinstallazioni, disponendo a parete una serie di monitor, da cui le immagini prendono forma come in un mosaico.
Bill Viola sofisticate tecniche di riproduzione per proiettare su grandi superfici piatte immagini ad alta definizione: schermi digitali al plasma high-spec su cui scorrono al rallentatore veri e propri dipinti elettronici in movimento, “tableaux vivants” tratti da quadri famosi di Pontormo, di Bosch, di Masolino. Indaga la gamma delle emozioni umane (gioia, paura, ira, afflizione, soggezione); il mito, il sonno e il sogno; il costante succedersi di nascita, morte e rigenerazione. “Tutti i miei lavori riguardano le passioni e la condizione umana ... Voglio aprire il sipario sui momenti più misteriosi della vita, che solitamente vengono celati” (Bill Viola).
Matthew Barney

ambizioso e visionario, una sorta di rockstar dell’arte, com’è stato definito per la sua capacità di attirare migliaia di persone alle sue mostre. I suoi video sono veri e propri film, ricchi di musica e di effetti speciali, ma senza il minimo dialogo. Il suo ciclo più famoso è “Cremaster”: diviso in cinque parti, ha una durata complessiva di sette ore. Protagonista dei video è lo stesso Barney (che ha un fisico prestante e atletico, essendo un ex giocatore di football e un ex modello). “Leggende celtiche, rituali massonici, coreografie barocche che paiono prese dai musical degli anni Trenta, ma in costumi spaziali, supportano il continuo trasformismo dell’artista stesso, da fauno a gigante mitologico, a cartone animato” (Gian Emilio Mazzoleni). Cinematografia e performance, scultura e body-art convergono in un tripudio di invenzioni e di effetti speciali.

Peter Sarkisian

si serve dell’alta tecnologia per proiettare sequenze di immagini su superfici cubiche. I suoi cubi sono gabbie virtuali da cui non si può fuggire, involucri claustrofobici all’interno dei quali si dibattono i corpi nudi degli attori. I cubi sono posizionati a terra e gli spettatori possono girarci intorno senza interferire con la proiezione; tutte e cinque le facce visibili del cubo presentano la stessa immagine, ma ripresa da angolazioni diverse che tengono conto della posizione dello spettatore nella stanza, così da suggerirgli l’idea della tridimensionalità. L’effetto è particolarmente realistico e permette allo spettatore di immedesimarsi in ciò che viene proiettato.

 
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© 2010 Sergio Beccaria