GUERRIERI TATUATI
Quando parlo di guerrieri non mi riferisco a guerrieri reali, storicamente esistiti. In realtà cerco di avvicinarmi il più possibile all’idea mitica del guerriero: al suo archetipo.
Un’idea che non associo mai allo scontro fisico, perché quello che mi affascina non è la battaglia in sé, ma lo stato d’animo che precede la battaglia: il senso dell’ineluttabile, la consapevolezza del pericolo, la possibilità della sconfitta, la disciplina interiore, il dominio della paura, i presagi e la tensione che accompagnano le ore prima di una prova.
I miei guerrieri sono soli, in attesa.
Ciò che devono affrontare non è un nemico esterno, ma un pericolo che viene dalle profondità dell’anima: un combattimento interiore, un’iniziazione. Si preparano soprattutto a un cambiamento, a un risveglio, a un’illuminazione.
Sono tatuati di luce.
Sono attraversati da sogni e visioni.
Sono sulla soglia di un “rito di passaggio”. |
Dedicato a tutti i miei guerrieri, sulla soglia di un risveglio:
ANDREA, ENRICO, SONIA, ALESSANDRA, GRAZIANO, EZIO, SIMONE, MARA, ANTONELLA, DONATA, ERVINA, ROBERTO, FULVIA, DIEGO, LUCIANO, GIANNA, MARINA |