I PRESENTI E GLI ASSENTI
Il tema del doppio si presenta spesso quando si aprono gli archivi di famiglia.
Immediatamente la famiglia viene suddivisa in due rami: quello di parte materna (i Voltolini) e quello di parte paterna (i Beccaria). “Dalla parte dei Voltolini” e “Dalla parte dei Beccaria” è una parodia di Proust e della sua “Ricerca del tempo perduto”. Però sono più portato per la letteratura inglese (che leggo rigorosamente in italiano). Così, dopo i due rami della famiglia, ho citato la “Letteratura inglese”, a cui mi sono avvicinato grazie allo zio Mario, che fa parte di un terzo ramo della famiglia: i Calonghi.
L’immagine successiva ha proprio un titolo in inglese (tratto da una canzone dei Pink Floyd), che vuole bilanciare il testo di Shakespeare che fa da sfondo all’immagine precedente.
Il tema del doppio (letteratura inglese / letteratura francese) non è che un pretesto per introdurre me e mio fratello (Andrea), preannunciati da altri due fratelli: i due bellissimi gatti di famiglia che ci hanno visti nascere (Camillo e Gigetto).
Il tema del doppio è anche il titolo di un’altra immagine, in cui io, bambino, sono abbracciato a Lady, un collie bianco e nero, buonissimo, sulla cui schiena mi addormentavo volentieri. Nella fotografia il profilo di un cane di porcellana (un bel soprammobile di casa) sembra rispecchiarsi nel profilo di Lady, che paziente mi sopporta in dignitoso silenzio.
Seguono poi l’infanzia e l’adolescenza di mio fratello e, nell’adolescenza, il tema del doppio è evidente: Andrea, che ride, indossa una maglietta con stampata la risata inquietante di Jack Nicholson nel film “Shining” (film che ruota proprio intorno al tema del doppio).
Nell’autoritratto, mentre leggo sul letto sotto un quadro di Eliodoro Coccoli, emerge il mio doppio interesse per i libri e per l’arte. E il tema del doppio viene riecheggiato dai due comodini uguali con le due abat-jour identiche, una accesa e l’altra spenta.
Fra le altre immagini appare Dick, gatto soriano dal carattere bizzarro e un po’ aggressivo, che rappresenta il ramo di follia della famiglia, a cui risponde più avanti Principessa (principessa color miele, per tre quarti persiana), il ramo nobile della famiglia, in contrasto con l’apparizione inaspettata della “pantera”: gatta nera, randagia e piuttosto selvatica, adottata dal condominio.
Nei ritratti di famiglia appare anche Chicco (Enrico Massenza), che non fa parte della famiglia, ma che ha incarnato per anni il mio desiderio di avere un fratello maggiore.
Il gioco dei rimandi e il tema del doppio toccano un po’ tutti i protagonisti, presenti e assenti, di queste fotografie. Forse qualcuno riuscirà a intuire i sottili legami che li uniscono, anche senza conoscere la famiglia. Altri no. I ricordi si prestano a più interpretazioni, ma più passa il tempo e più diventano indecifrabili.
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